Non è raro sentir dire che l’apnea insegna abilità utili anche fuori dall’acqua. Questo è abbastanza semplice da capire se parliamo, ad esempio, di respirazione o rilassamento: saper prendere un bel respiro profondo e rilasciare qualche tensione accumulata prima di un esame o di una discussione spinosa può davvero fare la differenza.
Negli anni, tuttavia, ci siamo trovati a identificare delle vere e proprie attitudini che possono rivelarsi cruciali tanto per fare un bel tuffo quanto per vivere meglio la quotidianità. In questo post ne condividiamo quattro.
Tenere costantemente lo sguardo sull’obiettivo e dare eccessiva importanza ai risultati numerici non sono attitudini particolarmente produttive in apnea.
In questo sport, non basta la determinazione per migliorare. Quella aiuta, certo: fa la differenza tra rimanere sul divano ed andare all’allenamento quando la voglia è poca, ma un’attitudine troppo focalizzata sugli obiettivi può essere addirittura controproducente in apnea.
Questo sport, forse più di altri, non permette di bruciare le tappe. Se si ha fretta di arrivare, è facile che corpo e mente ci sbarrino la strada: tutto diventa difficile. Se riusciamo invece a goderci il momento, a concentrarci sulla qualità di ciò che stiamo facendo, la strada diventa più agevole.
L’apnea ci insegna una sorta di distacco, riassumibile nel seguente paradosso: se vogliamo davvero qualcosa, dobbiamo imparare quasi a non desiderarla.
Ci insegna a valorizzare il percorso, la qualità dell’esperienza, il piacere di ciò che stiamo facendo. E spesso accade qualcosa di curioso: quando smettiamo di inseguire ossessivamente un risultato, ecco che ce lo ritroviamo tra le mani, quasi senza sforzo.
Da un lato viviamo un’esperienza molto più piacevole; dall’altro, i traguardi arrivano maggiore naturalezza, accompagnati da una sensazione di pienezza e soddisfazione.
Nella maggior parte dei casi, questa attitudine fa bene anche nella vita.
La società moderna dà risalto a chi arriva, a chi va veloce, a chi ce la fa. Ma per chi corre quella che spesso sembra una gara a chi arriva primo, pensare soltanto al traguardo può significare raggiungere obiettivi che, una volta conquistati, rischiano di sembrare un po’ vuoti.
Ed è lì che talvolta bisogna fermarsi del tutto, per capire dov’è che stavamo correndo con tanta fretta!
In apnea si provano sensazioni molto belle: calma, presenza, rilassatezza, un particolare senso di connessione con il proprio corpo.
Allo stesso tempo, se scegliamo di esplorare gradualmente lo spazio che si apre oltre la parte più facile dell’apnea, incontriamo anche un intero registro di sensazioni che siamo “progettati” per interpretare come difficoltà.
E qui torna la prevalenza del “come” entrare in queste fasi, rispetto al “quanto”.
Lottare a denti stretti non è apnea: apnea è imparare a trovare il comfort nel discomfort.
Significa imparare ad accogliere sensazioni poco familiari, disinnescando reazioni automatiche che ci porterebbero a combatterle.
Anche questa è un’attitudine preziosa nella vita quotidiana.
Davanti a un imprevisto, la nostra prima reazione è quella di arrabbiarci, innervosirci o desiderare che le cose siano diverse da come sono… quando nella maggior parte dei casi, sarebbe forse più utile farci una bella risata e cogliere l’occasione per fare qualcosa di diverso rispetto a quello che avevamo previsto.
Non sempre possiamo scegliere ciò che ci accade. Ma possiamo imparare a scegliere se e come reagire.
In un modo o nell’altro, ansie e preoccupazioni sono grandi protagoniste della vita moderna.
Forse vi sarà capitato di preoccuparvi molto per qualcosa che poi, in effetti, non si è rivelato così terribile. O che addirittura non si è concretizzato affatto.
Magari a posteriori avete tirato un sospiro di sollievo. Nel frattempo, però, quell’ansia aveva già peggiorato la qualità della vostra vita.
L’apnea ci insegna molto anche in questo campo.
Durante un’apnea, a volte, capita di iniziare a preoccuparsi di quanto manchi a raggiungere il fondo, il muro della piscina, o un certo minutaggio. In quei frangenti non stiamo più vivendo l’apnea che stiamo facendo: stiamo già avvicinando e affrontando mentalmente difficoltà che non si sono ancora presentate.
Se invece riusciamo a restare presenti, a vivere le sensazioni per quello che sono, momento dopo momento, e ad affrontare le difficoltà se e quando effettivamente si presentano, tutto diventa più semplice.
Questo non significa rinunciare a prepararci, pianificare o prevenire. Significa piuttosto imparare a distinguere tra una difficoltà reale, che richiede la nostra attenzione, e una difficoltà immaginata/ipotetica, che esiste soltanto nelle nostre preoccupazioni.
Quante volte, anche fuori dall’acqua, ci ritroviamo a vivere oggi i problemi di domani?
È facile immaginare l’apnea come uno sport molto solitario e, da un certo punto di vista, è così: là sotto si profondamente a contatto con sé stessi, con le proprie sensazioni e con il proprio mondo interiore.
Ma la regola aurea della sicurezza nel nostro sport («mai da soli»), ci fa capire subito che l’apnea è anche uno sport di squadra.
Ogni volta che ci immergiamo, c’è qualcuno che ci guarda le spalle. Un compagno che conosce quello che stiamo facendo, che vigila sulla nostra sicurezza e sul quale sappiamo di poter contare.
E naturalmente vale anche il contrario: quando siamo noi ad assistere un compagno, è lui ad affidarsi a noi.
Questo rapporto reciproco porta a instaurare legami di profonda fiducia e amicizia. Ci insegna che fidarsi degli altri non è una debolezza, e che non dobbiamo necessariamente affrontare ogni sfida contando soltanto sulle nostre forze.
In uno sport così individuale si tratta di una lezione importante, una di quelle che torna utile anche fuori dall’acqua.
L’apnea è molto più che trattenere il respiro per un tot di minuti o strappare un cartellino in profondità.
È un’occasione per conoscere meglio noi stessi, sperimentare nuovi modi di affrontare le difficoltà e, molto spesso, portarci a casa qualcosa che va ben oltre l’esperienza in acqua.
Che ne pensi? Se senti che questo mondo ti chiama contattaci!
Ti aspettiamo in acqua!
Autore: Francesco Corucci, fondatore di Deep Instinct Freediving ASD
Data: 21/10/2026
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